May 302012
 

 Nanni Balestrini

[...] Giovenale installa i suoi prelievi linguistici nei percorsi di una percezione giostrata ai limiti dell’indicibile. Ma un’altra posta è in gioco. Il suo testo più ampio immerge in una parabola definita da margini mobili imprevedibili ma sempre decifrabili, giustificati. Sondaggio trasversale delle Memorie di Albrecht Dürer, disarticolazione e compressione di tessere che srotola un mosaico brulicante di percorsi città villaggi facce persone paesaggi ma soprattutto oggetti: quattro frecce di canna, un corallo bianco, cinque gusci di chiocciola, una borsa di cuoio, vesciche vuote, di calce, due pesciolini essiccati…
Wunderkammer dell’Europa che dopo l’America scoperta trasforma la sua percezione estetica in valore economico: il prezzo dell’oggetto, il suo commercio, l’accumulo delle merci, l’accumulo dei capitali. La prospettiva del rinascimento si sfalda, un altro immaginario lampeggia, un nuovo mondo si prepara a insorgere, a dominare, a frastagliare la realtà in entità commerciabili. E lucidamente il procedimento verbale del testo ne mostra e dimostra la parabola, la incarna irrimediabilmente.

[testo introduttivo alla sezione dedicata a Marco Giovenale dell'antologia del Premio Delfini 2009, Poesie dell'inizio del mondo, a cura di N. Balestrini e P. Caselli, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 2009, pp. 69-70]

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