Martin Rueff
Il miglior modo per sapere cos’è la poesia è leggere le poesie. Cosí il lettore diventa lui stesso una specie di poeta: non perché contribuisca alla poesia, ma perché si scopre soggetto alla sua energia.
L. Zukofsky
Fare posto
Ci scusiamo con Alessandro De Francesco. Scrivere una postfazione per il libro di un giovane poeta, coltivare la speranza di introdurlo alla comunità dei lettori tentando di situarlo, non significa piú, oggi, proporre uno “zerbino” dove lettori affrettati sarebbero pregati di pulire i loro piedi all’uscita (l’immagine è di Reverdy); è innanzitutto prevenire i controsensi che colpiscono la poesia e difenderla attaccando ciò che la minaccia.
In altri termini, è spazzare davanti alle nostre porte – fare posto.
Si può ormai considerare un truismo il fatto che la società della comunicazione abbia sconvolto il rapporto tra esperienza e linguaggio. La comunicazione come ideologia non è la semplice accelerazione delle tecniche di relazione ed espressione, bensí la riduzione della lingua alla sua funzione comunicativa. Peggio: la trasformazione della lingua in tecnica e di questa in merce – il rapporto con l’interno del linguaggio degli imperativi che prescrivono la sua diffusione economica. Quando l’oppresso utilizza la lingua dell’oppressore per dire i propri momenti di libertà, vi è un serio rischio di alienazione. Almeno, ciò lo si poteva dire quando la lingua dell’oppressore non aveva trionfato al punto da rendere ridicolo e illusorio il vocabolario della critica.
Se oggi è necessario ripetere queste tristi verità è per preservare la poesia da tutti i controsensi ai quali simili manipolazioni hanno finito per esporla. Non è questa la sede per proporre una diagnosi o lanciarsi in un discorso sulle cause, anche perché, dopo tutto, al fine di misurare la dimensione del disastro basta accendere la televisione, e poi viaggiare in un mondo che fa di tutto per assomigliarle.
Vogliamo invece parlare di un giovane poeta.
Tra i rischi di ciò ve n’è uno, tenace, nato proprio dall’ideologia della comunicazione: la poesia, diversamente dalla vita, sarebbe “difficile”. Continue reading »