Jul 022012
 

Niccolò Scaffai

«Nei momenti in cui Roma ti vivo / come una gran quadreria»: sono versi emblematici del nuovo libro di poesia di Franco Buffoni (Roma, Guanda «Fenice contemporanea» 2009, pp. 175, euro 13,50). Il succedersi delle undici sezioni del volume segue infatti il percorso di una contemporanea flânerie attraverso le strade di Roma e i suoi paraggi, nel «segno di Caravaggio e Sandro Penna» (così Buffoni nella nota finale). Lo sguardo del protagonista, il «vecchio longobardo assente» cui è intitolata l’ultima sezione, scruta la contingenza in prospettiva, sovrapponendo spesso alla realtà una silhouette artistica. Così, la dinamica dei corpi può fissarsi in un modello statuario («Salgono al podio sei polpacci d’oro / D’argento e di bronzo, / La conchiglia rigonfia»), come nella prima sezione, Quella stellata sopra il Foro Italico; gli abiti possono fornire ai personaggi un pedigree figurativo: «Dalle scapole sui fianchi un cameriere / Umbro rurale / Buono a reggere alabarde al Perugino». L’effetto è amplificato dalla complicità allusiva dei riferimenti: al Leopardi del Canto notturno («E io che ddevo sognà, dimme che ddevo?»); o al Montale dei Mottetti («Poi brina sui kleenex caduti»). Manipolazione, più che ironia, che si apprezza nei versi perfetti in cui Buffoni mescola inglese e italiano, con un uso quasi camp della metrica: «Toni is a girl contenta del bikini», «Mentre scendono in tribù tre go-go boys». Continue reading »