Jun 082012
 

Antonio Loreto

Con In rebus (Zona, pp. 75, euro 10) il romano Marco Giovenale sistema un altro tassello della propria opera poetica. Si tratta in parte di materiali apparsi nell’antologia del Premio Antonio Delfini 2009 (ivi accompagnati da una rara pagina critica di Nanni Balestrini, leggibile oggi su <puntocritico.eu>), rivisti e riposizionati all’interno di una struttura organica, e dalla ragione più apertamente politica. La cui marca e portata è suggerita al lettore per il tramite dell’esergo tolto a un enunciato (il 50) della Società dello spettacolo di Guy Debord: si chiarisce così subito di quale natura siano le cose dentro cui Giovenale promette di portare, e di quale valore si mostrino latrici: merci che funzionano da capillari del capitale. Continue reading »

May 302012
 

 Nanni Balestrini

[...] Giovenale installa i suoi prelievi linguistici nei percorsi di una percezione giostrata ai limiti dell’indicibile. Ma un’altra posta è in gioco. Il suo testo più ampio immerge in una parabola definita da margini mobili imprevedibili ma sempre decifrabili, giustificati. Sondaggio trasversale delle Memorie di Albrecht Dürer, disarticolazione e compressione di tessere che srotola un mosaico brulicante di percorsi città villaggi facce persone paesaggi ma soprattutto oggetti: quattro frecce di canna, un corallo bianco, cinque gusci di chiocciola, una borsa di cuoio, vesciche vuote, di calce, due pesciolini essiccati…
Wunderkammer dell’Europa che dopo l’America scoperta trasforma la sua percezione estetica in valore economico: il prezzo dell’oggetto, il suo commercio, l’accumulo delle merci, l’accumulo dei capitali. La prospettiva del rinascimento si sfalda, un altro immaginario lampeggia, un nuovo mondo si prepara a insorgere, a dominare, a frastagliare la realtà in entità commerciabili. E lucidamente il procedimento verbale del testo ne mostra e dimostra la parabola, la incarna irrimediabilmente.

[testo introduttivo alla sezione dedicata a Marco Giovenale dell'antologia del Premio Delfini 2009, Poesie dell'inizio del mondo, a cura di N. Balestrini e P. Caselli, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 2009, pp. 69-70]

Jan 192011
 

(La questione del “soggetto lirico” in tre libri di poesia contemporanea)

Marco Simonelli



La questione dell’io lirico è un argomento con cui gli autori di poesia sono soliti confrontarsi fin dalle loro prime prove o, addirittura, ancora prima di sviluppare una propria personale poetica e di passare all’atto pratico del comporre in versi. La lettura di Montale sembra essere fondamentale da questo punto di vista: quale rapporto può intercorrere tra vicenda autobiografica e materia narrativa all’interno della scrittura? In quale modo il soggetto singolare arriva a confrontarsi e ad incidersi nella realtà che la scrittura propone? Una poesia che impieghi in larga parte la materia offerta dalla propria soggettività è capace ancora oggi di incidersi nella nostra storia culturale e letteraria? Ampi tentativi di risposta sono stati dati in passato da autori molto diversi tra loro: un’autrice come Amelia Rosselli ha sempre preferito “camuffarsi fra le scene” e focalizzare l’attenzione dei propri lettori sull’andamento sismico del proprio linguaggio mentre di recente Patrizia Cavalli ha sottolineato quanto la presenza di un “io grammaticale” sia una particolare scelta dell’autore che in realtà desidera, esponendosi in prima persona, esemplificare una realtà comune.

Varie soluzioni stilistiche e tematiche sono riscontrabili nell’attuale panorama della poesia contemporanea. Fata morta di Giovanna Marmo, testo vincitore del Premio Antonio Delfini 2005 è un testo che Continue reading »