Italo Testa
Esponente tra i più versatili e raffinati della poesia avant-garde, saggista poliedrico e traduttore, Luigi Ballerini, nelle sue oscillazioni intercontinentali, mette in dialogo dimensioni distanti, abitando uno spazio la cui configurazione deriva decisamente dall’incontro tra la poesia del Novecento e l’arte contemporanea. Non solo Ballerini ha curato mostre d’arte e collaborato spesso con artisti – Marco Gastini, Paolo Icaro, Eliseo Mattiacci, William Xerra, Lawrence Fane. Nella poesia di Luigi Ballerini è presente anche una critica della rappresentazione che sembra maturata nel confronto con le avanguardie artistiche del Novecento. Una critica alla concezione meramente referenziale e rappresentativa della pratica artistica: all’idea che l’arte in generale, e quindi la poesia, dovrebbero limitarsi a rispecchiare il mondo. E’ un aspetto del lavoro di Ballerini che va interrogato nella sua peculiarità, nel duplice rapporto con il problema dell’immagine e il problema della figurazione. Come intendere la critica del rappresentazionalismo? Si tratta di un divieto dell’immagine, estrema filiazione del divieto biblico dell’idolatria? E’ in gioco il tentativo di fare una poesia a-figurale, radicalmente astratta? Continue reading »