Apr 172012
 

Massimo Gezzi

Conosciuto finora soprattutto come critico e teorico della letteratura (Forma e solitudine, Marcos y Marcos 2002; Sulla poesia moderna, il Mulino 2005), Guido Mazzoni dà conto, con questo suo primo libro, di una ricerca decennale di cui solo alcune riviste e il Terzo quaderno italiano curato da Franco Buffoni (Guerini 1992) serbavano le tracce. Valeva la pena di aspettare: I mondi rappresenta infatti uno degli esordi più notevoli e perentori degli ultimi dieci anni di poesia.

La poesia di Mazzoni è piuttosto anomala: ragiona in modo lucidissimo, talvolta persino dichiarando il proprio contenuto di verità, senza concedere risarcimenti estetici al lettore (al contrario, per esempio, del grande archetipo leopardiano); si innesta su una linea e una poetica, quelle del classicismo moderno studiato a fondo dall’autore, cancellandone però tutte le prospettive di salvezza (la metafisica montaliana; il sollievo e «la gioia» di Sereni; le allegorie a sfondo palingenetico di Fortini); accetta lo stato delle cose sia in termini storici che letterari, adottando il genere della lirica ma svuotandolo dal di dentro della sua ragion d’essere. Illuminare meglio quest’ultimo punto significherà rendere conto del libro. Continue reading »

Mar 312011
 

Pierluigi Pellini

Critico di poesia e teorico dei generi letterari, Guido Mazzoni ha scritto due saggi importanti: Forma e solitudine per Marcos y Marcos nel 2002, Sulla poesia moderna per Il Mulino nel 2005. Che fosse anche poeta, lo sapevano i lettori delle riviste (qualche suo verso è uscito, fra il 1990 e il 2005, su «Paragone», «Poesia», «Versodove», «Trame» e «Nuovi Argomenti»); e quelli dei benemeriti «Quaderni italiani» di «Poesia contemporanea» curati da Franco Buffoni (un manipolo di suoi testi è accolto nel terzo, del 1992; da qualche mese è invece in libreria il decimo, edito da Marcos y Marcos: dove si segnala la vena a tratti poco controllata, ma ricca, di Francesca Matteoni). Oggi Mazzoni, classe 1967, esordisce in volume, con I mondi, nella collana “Poesia” di Donzelli: e chi si aspettasse versi alessandrini, colti e allusivi, come quelli di troppi professori, avrà di che ricredersi. Anche se le poesie dei Mondi, datate 1997-2007, sono contemporanee alla gestazione del libro Sulla poesia moderna e alla riscrittura dei saggi confluiti in Forma e solitudine, Mazzoni non è critico-poeta. Semmai, è poeta-critico (e filosofo): al punto che il libro di versi vale a illuminare le scelte – e magari qualche apodittico irrigidimento – dei volumi teorici, più spesso che viceversa. Continue reading »