Jul 122012
 

Alessandro Broggi

Quando Kubrick inventò la fantascienza è un “libro crossover” costituito da un montaggio di generi – novelle brevi, saggismo allucinato, poesia, diario – che gioca con le possibili negoziazioni tra le prospettive retorico-testuali e le modalità di pronuncia e filtro di ciascuno di essi. Tali forme ruotano attorno a un oggetto privilegiato: il film 2001 Odissea nello spazio, motivo d’innesco per meditazioni e divagazioni fantasiose, problematiche interpretazioni ed esegesi del film svolte anche ludicamente – allo scrittore perterrebbe qui lo status di operatore transmediale, editor delle narrative esplicite o implicite del film – e interrogazioni più generali, riflessioni narranti che si svolgono anche per trapassi di aneddoti, veri o immaginati, occasionate dal film ma in cui il merito del film è schiacciato lateralmente, tentando argute traiettorie analogiche nel paesaggio esistenziale o culturale; riflessioni profonde, eppure sfuggenti e mai riduzionistiche, fluide fino al punto di non coagulazione tra le parti che compongono il volume. Continue reading »