Michele Sisto
Nel 1994 l’antologia einaudiana Nuovi poeti tedeschi si chiudeva con un testo di Durs Grünbein dedicato all’amico e rivale (non compreso nell’antologia) Thomas Kling, capofila riconosciuto dello sperimentalismo formale. L’anno successivo, come ha osservato Heribert Tommek («Allegoria» 62), si consuma lo scontro decisivo tra i due poeti: replicando la mossa compiuta trent’anni prima da Enzensberger, Grünbein prende le distanze dall’avanguardia e si avvia ad assumere la posizione di poeta ‘neo-classico’ rappresentativo della nazione. Il conferimento del premio Büchner, nel ’95, sancisce il successo della linea Enzensberger-Grünbein – quella dei poetae docti, tra cui si possono annoverare anche il primo Sebald e Raoul Schrott – e l’ulteriore marginalizzazione della linea contrapposta – tendente ora al pop ora alla sovversione stilistica – che va da Rolf Dieter Brinkmann a Kling, passando per Oskar Pastior. Continue reading »
