Gherardo Bortolotti
Fino all’aprile del 2004, la mia conoscenza della poesia degli Stati Uniti era meno che scolastica e consisteva, negli effetti, in una frammentaria lettura dell’antologia della New American Poetry, in un corso seguito al primo anno di lingue su The Waste Land ed in poche citazioni da Whitman e da Dickinson.
Nell’aprile del 2004, però, iniziai a lavorare come documentalista presso un piccolo centro di documentazione di Brescia. La mia mansione consisteva per lo più nella redazione di abstract e, a conti fatti, riusciva ad occupare solo una parte delle ore che trascorrevo in ufficio. Per il resto, avendo a disposizione un accesso ad internet a banda larga e nessuna limitazione nell’uso, passavo il tempo navigando in rete.
Ho iniziato così a visitare i siti ed i blog di poesia statunitensi. L’impatto è stato da subito spiazzante: sul web, la quantità di testi letterari in lingua inglese scritti da autori degli Stati Uniti è enorme. Gli autori reperibili sono nell’ordine delle centinaia, ed i siti, le riviste, i blog nell’ordine delle decine. Si aggiunga che una gran parte di essi è legata da una fitta rete di link, che rimanda gli uni agli altri in una vera e propria poetrynet, e si può capire come davvero ho avuto l’impressione di essere arrivato in Continue reading »
Dopo un lavoro di oltre dieci anni di ricerche, viaggi in Italia, traduzioni, revisioni e confronti, letture e dialoghi, studio delle poetiche e della critica, consultazioni e raffronti in archivi, Jennifer Scappettone offre al lettore anglofono una straordinaria messe di testi di Amelia Rosselli, sotto il titolo complessivo (e rosselliano) di Locomotrix. Selected Poetry and Prose of Amelia Rosselli, che l’editore (Chicago University Press) ha il merito di aver accettato di pubblicare con testo a fronte, permettendo dunque al volume di continuare il dialogo interlinguistico (anzi il nodo di dialoghi) che di fatto già è una radice forte dell’immaginazione e della poesia rosselliane.