May 052013
 

Gherardo Bortolotti

Fino all’aprile del 2004, la mia conoscenza della poesia degli Stati Uniti era meno che scolastica e consisteva, negli effetti, in una frammentaria lettura dell’antologia della New American Poetry, in un corso seguito al primo anno di lingue su The Waste Land ed in poche citazioni da Whitman e da Dickinson.

Nell’aprile del 2004, però, iniziai a lavorare come documentalista presso un piccolo centro di documentazione di Brescia. La mia mansione consisteva per lo più nella redazione di abstract e, a conti fatti, riusciva ad occupare solo una parte delle ore che trascorrevo in ufficio. Per il resto, avendo a disposizione un accesso ad internet a banda larga e nessuna limitazione nell’uso, passavo il tempo navigando in rete.

Ho iniziato così a visitare i siti ed i blog di poesia statunitensi. L’impatto è stato da subito spiazzante: sul web, la quantità di testi letterari in lingua inglese scritti da autori degli Stati Uniti è enorme. Gli autori reperibili sono nell’ordine delle centinaia, ed i siti, le riviste, i blog nell’ordine delle decine. Si aggiunga che una gran parte di essi è legata da una fitta rete di link, che rimanda gli uni agli altri in una vera e propria poetrynet, e si può capire come davvero ho avuto l’impressione di essere arrivato in Continue reading »

Jul 142012
 

Marco Giovenale

Dopo un lavoro di oltre dieci anni di ricerche, viaggi in Italia, traduzioni, revisioni e confronti, letture e dialoghi, studio delle poetiche e della critica, consultazioni e raffronti in archivi, Jennifer Scappettone offre al lettore anglofono una straordinaria messe di testi di Amelia Rosselli, sotto il titolo complessivo (e rosselliano) di Locomotrix. Selected Poetry and Prose of Amelia Rosselli, che l’editore (Chicago University Press) ha il merito di aver accettato di pubblicare con testo a fronte, permettendo dunque al volume di continuare il dialogo interlinguistico (anzi il nodo di dialoghi) che di fatto già è una radice forte dell’immaginazione e della poesia rosselliane.

Scappettone, poeta lei stessa (principalmente in inglese), e autrice in grado di dominare e intendere in ogni sfumatura l’italiano ereditato e vissuto, è la traduttrice ideale di una scrittura densa e internamente/intrinsecamente molteplice come quella di Rosselli.

Locomotrix, dopo un’Introduzione attraverso cui la curatrice affronta un’attenta, dettagliata disamina del percorso biografico dell’autrice, scandendolo con puntuali interpretazioni dei libri di volta in volta usciti, presenta Continue reading »

Feb 072011
 

Édouard Glissant, translated by Nathalie Stephens (Nathanaël), with Anne Malena

What then is language? This cry that I elected? Not only the cry, but absence beating in the cry.

For if you grant me through the throat Such or Such, to convince me that I must surrender,
I in turn disgorge for you the song of the one who for the night’s duration rose along the cliff of acacias,
tracked from the primordial forest and from forest to forest above the sea and the oblique bridges pushing toward this morne,
and who had only known so to speak the slope the incline the loose bridge the rolling abyss the pitching morne
and who, dry toes in the mud, all night, the first, rose in thethickness of the morne,
and there launched his cry that was immediately lost in the immensity of this minuscule space,
swallowed, dwindled, eroded by the workshops, the cane fields, the violated splendor of the Unique Season (the cry),
at each crossroads each day reduced in the trivial conquest in which the other laced us,
emptied to the availability of so many good talents that we became
(when in the lair of cane the breath of slave ships turns sour),
cry to the world launched from the highest morne and unheard by the world,
submerged there in the sweetish wave where the sea bogs men down; —
And it is to this absence this silence and this involution that I bind
in my throat my language, which thus begins with a lack:
And my language, rigid and dark or alive or strained is that lack first, then the will to slough the cry into speech before the sea. Continue reading »