Jul 202012
 

Lorenzo Cardilli

 Umberto Fiori pubblica Voi (2009) per i tipi di Mondadori, nella collana Lo Specchio, in una posizione tradizionale e di prestigio. A partire dal titolo, il libro si presenta come un oggetto compatto e ben confezionato. È una raccolta poetica che presenta non pochi motivi d’eccellenza, tra cui proprio la compattezza spicca in maniera immediata e quasi preliminare.

Voi è un libro senza pause: fortemente concentrato sia nei temi che nello stile. Gli strumenti della sua coesione sono diversi: la lucidità, la pronuncia, la scelta di una struttura forte. Se dovessimo rintracciare un riferimento di genere, sicuramente sarebbe l’invettiva. Voi è un’invettiva contro la seconda persona plurale, una rampogna dell’io a tutto ciò che dell’umanità è non-io. Continue reading »

Jan 272011
 

Giorgio Mascitelli


Come è stato notato da molti, una delle caratteristiche salienti dell’organizzazione stilistica e retorica della narrativa di Beckett, perlomeno del Beckett del periodo centrale della trilogia, è l’uso di un registro in prima persona estremamente curato, se non pignolo nel lessico, e quasi pedante nella descrizione minuta di avvenimenti e decorsi di pensieri del personaggio. Tale tono perfettamente orchestrato sintatticamente e retoricamente, da risultare in alcuni passaggi quasi una sorta di programmatico antiflusso di coscienza, punta ad ottenere un effetto di anonima razionalità della voce enunciante, privo com’è di marche stilistiche vistose, mescolanze di linguaggi o citazioni clamorose. Naturalmente, non appena il lettore si è abituato a questa, per così dire, velocità di crociera, ecco subito irrompere il rovesciamento, la catastrofe, come andava di moda dire qualche anno fa, di un salto di registro brusco, sia questo un riferimento alla realtà storica, un innalzamento di tono o al contrario un suo abbassamento fino al turpiloquio ed è superfluo aggiungere che questa è una della fonti principali della comicità beckettiana. Esempio mirabile di tale organizzazione del discorso è il Moran di Molloy, perché i caratteri stessi del personaggio forniscono a pieno lo sviluppo di una tale possibilità, ma presente in effetti in tutti i testi di quel periodo.
In realtà il cambio improvviso di registro, specie se Continue reading »