Jun 212011
 

Attilio Mangano

Nicola Fanizza ha vissuto la sua infanzia e prima giovinezza a Mola di Bari e ricorda come da bambino guardasse con curiosità  e ammirazione la casa di fronte, il palazzo della famiglia Pesce, senza sapere niente di speciale sulla figura e la storia di Piero Delfino Pesce se non le poche cose che si sentono raccontare. Ma un giorno in cui i ladri organizzarono un furto in quel palazzo trafugando gran parte dei mobili si ritrovò a tenere in casa una parte di quei mobili tra cui un comò al cui interno erano presenti numerose lettere che cominciò a leggere per curiosità scoprendo che il personaggio in questione, Piero Delfino Pesce, era stato un intellettuale locale  che aveva costruito una fitta trama di rapporti  nei primi decenni del Novecento promuovendo una rivista che aveva avuto una diffusione nazionale, Humanitas negli anni 1911-1924.

Fortuna volle che Nicola Fanizza, trasferitosi intanto a Milano e divenuto insegnante di storia e filosofia, dove ci siamo conosciuti diventando amici, decise di trasferire quella curiosità iniziale sulle sorti di un illustre vicino di casa  in un vero e proprio lavoro di ricerca storica e culturale, sapendo che quei carteggi contenuti nel comò erano una piccola miniera d’oro e consentivano di ripercorrere la storia di una vita intensa e culturalmente forte, ricca di contatti e di scambi. Alla curiosità iniziale veniva subentrando il riconoscimento e l’omaggio, ai carteggi iniziali venivano aggiungendosi carte e archivi vari che un buono storico sapeva rintracciare nelle varie biblioteche in cui erano presenti le annate della rivista. Credo di poter aggiungere inoltre che il mio amico ritrovava nel lavoro di Delfino Pesce delle risonanze e delle suggestioni con dei filoni di ricerca cui aveva cominciato a lavorare da anni, prima ancora di conoscere i lavori dello stesso Pesce.   Per usare una formula di riferimento basta far riferimento al tema della mediterraneità come tratto culturale specifico riemerso negli ultimi dieci anni del Novecento e connesso a filoni interpretativi che il nostro osava collegare con audacia, da Camus a Cassano, per indicare i referenti più noti e significativi. Continue reading »