Feb 142011
 

Stefano Garzonio



Un’idea della letteratura come pratica della resistenza morale, spirituale, ma anche fisica: resistenza ai cataclismi della storia, alla violenza della quotidianità, ma anche alle insopportabili condizioni climatiche e sociali del continente eurasiatico, resistenza ai condizionamenti dell’ideologia prima, e del mercato poi, alle rigidità della lingua, ma anche alla temperatura, alla fame, alla consunzione. È questo il filo da cui sono legati idealmente due libri che, usciti quasi contemporaneamente, aiutano a comprendere meglio il sofferto rapporto tra scrittore e potere nella cultura russa degli ultimi decenni, dalla stagnazione alla perestrojka, dalla Russia di El’cin a quella di Putin.

Il primo, Letteratura russa contemporanea di Mario Caramitti (sottotitolo – appunto – La scrittura come resistenza), uscito da Laterza, farà la gioia di molti, specie di coloro i quali vogliano accostarsi al mondo letterario russo dall’interno, facendosi strada nel suo coacervo di carne, midollo e liquidi. Chiuso in sé e incurvato, quasi volesse difendersi dal mondo in una corazza a mo’ di testuggine, pronto a nascondere la testa, ma capace di non lasciare la presa quando la sua mandibola afferra qualcosa, il libro di Caramitti non ha il respiro della storia letteraria (non è certo un manuale, privo com’è di apparato e di un impianto «didattico e scientifico»), ma ha l’acuto sguardo del rapace che individua e afferra quanto c’è di più vitale per poi sezionarlo, spolparlo, mostrarlo in tutta la sua vitale perfezione e poi plastificarlo in una galleria di installazioni.

Le vie clandestine del samizdat

Ed ecco sfilare una sequela di opere e autori in un lasso di tempo reso convenzionale dalla precipua percezione dello scorrere russo dei giorni e degli anni: il bezvremen’e, l’assenza di tempo, della stagnazione brezhneviana, quando la scrittura è destinata a restare esercizio ignoto, quasi monastico, o diffuso per le vie clandestine del samizdat, per giungere agli anni dell’implosione del regime e poi oltre fino alla nuova Russia Continue reading »