Marco Giovenale
Condivido in buona sostanza quanto annotato e discusso da Gilda Policastro nel suo ampio articolo Esordienti allo sbaraglio, comparso sul «manifesto» il 20 gennaio scorso (p.11), e riproposto in Punto critico pochi giorni fa. La situazione, inutile negarlo, è quella detta, lì disegnata.
1.
Un dettaglio – nel testo – mi ha colpito in particolare. Cito due frammenti credo significativi:
[...] si pensi al caso di Franco Arminio, autore che non a caso esce a tutt’oggi (trent’anni dopo il suo esordio, cioè) con editori piccoli e medi come Le lettere o nottetempo [...]
Singolare il caso di Pugno, che dopo l’ottima accoglienza di critica ricevuta con il primo romanzo, Sirene [Einaudi, ndr], è tornata con il secondo, Quando verrai, a un’editoria più o meno piccola (Minimum Fax).
La doppia osservazione non è un rilievo critico, è in sostanza una presa d’atto; e tuttavia anche come presa d’atto sollecita questa domanda: in che senso può essere singolare il fatto che un autore o autrice di valore passi da una casa editrice “grande” a una “piccola”? In che senso o meglio in quale contesto ciò è singolare? Continue reading »