Biagio Cepollaro
1. L’ascolto.
La poesia di Giuliano Mesa dà e chiede ascolto. Comincio da qui questa mia lettura di alcuni momenti della sua opera. Da alcune riflessioni intorno all’ascolto che uscirono sulle pagine on line di «Per una critica futura», n. 3, 2007. Da Tre lemmi:
Ascolto. Una delle caratteristiche dell’uomo “occidentale”, opulento e mediatico (e opulento, ricordiamolo, anche nella sua relativa povertà, rispetto alle povertà estreme sofferte dalla maggioranza degli uomini d’oggi) è la logorrea: un “flusso di logos” che sembra ormai refrattario ad ogni astringente (ed anzi: l’internet ha s-frenato anche le inibizioni residue). Che questa logorrea sia la negazione in atto dell’ascolto, è evidente. Ma è anche negazione in atto dell’ascolto interiore, che vuole silenzio. È, non di rado, nevrotica richiesta di attenzione. Di fronte a un logorroico ci si chiede: perché costui non sa ascoltarsi? Perché è incapace di prestare attenzione ai suoi pensieri e pretende in modo così aggressivo un’attenzione altrui che, non potendo essere posta sul dire, essendo quel dire uno sproloquio, viene posta sul dicente? A volte, è come se i logorroici chiedessero: “aiutami a tacere, aiutami a pensare, aiutami a non aver paura della mia mente, della mia vita”.
Per ascoltare, bisogna, prima, imparare ad ascoltarsi, a lasciarsi pensare. Così, forse, si potrà poi ascoltare altri senza sùbito agire difensivamente, opponendosi o sovrapponendosi, polemici o fagocitanti. E’ più difficile di quanto si possa credere.
Sarà l’età che avanza, ma ormai non riesco più ad ascoltare chi parla senza aver prima ascoltato se stesso. Né chi parla senza aver dedicato molto del suo tempo ad ascoltare gli altri, il mondo, nel tempo e nello spazio. Non appena mi accorgo che il parlante, o lo scrivente, vuole soltanto imporre la sua presenza attraverso i suoi “atti di parola”, smetto di ascoltare, poiché da tali parole non potrò imparare nulla, se non a sapere, ancora, che molti, troppi, parlano senza aver da dire null’altro che il loro “ecce ego”.
Ma ascolto con estrema attenzione chi non ha potuto ascoltare, né se stesso né altri né il mondo, perché oppresso da necessità primarie. Cerco di non dimenticare mai che la possibilità di ascoltare, di pensare, di conoscere, è un privilegio di pochi, nel nostro tempo. Continue reading »