Niccolò Scaffai
Da tempo, ormai, non è un azzardo considerare Mariano Bàino tra gli autori sicuri in un pur mobilissimo canone della poesia italiana contemporanea. Non è un caso che i suoi versi siano stati accolti nell’antologia più importante (e subito diventata di culto) degli ultimi anni, vale a dire Parola plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli (Luca Sossella, 2005); ma, ancora prima, va ricordata la presenza di Bàino in un volume dell’antologia scolastica Il materiale e l’immaginario. Letture esemplari. Dal 1960 a oggi (1996): una presenza sorprendente, che indurrebbe a riflettere – se ve ne fosse qui lo spazio – sull’involuzione, in poco più di un decennio, di molta editoria scolastica e sulla felice scommessa degli antologizzatori. Remo Ceserani, che allora coordinò l’impresa del Materiale e l’immaginario insieme a Lidia De Federicis, ha maturato negli anni una sorta di “fedeltà” nei confronti dell’autore: prima della postfazione che accompagna L’uomo avanzato, aveva scritto la nota prefatoria di Amarellimerick, il libro di Bàino uscito nel 2003. Continue reading »