Apr 042012
 

[a cura di Domenico Pinto, Lavieri, S. Angelo in Formis 2009]

Alessandro Baldacci

Per Arno Schmidt, vertice del modernismo europeo accanto a Joyce, Gadda e Céline, nonché funambolico rifondatore della lingua tedesca dopo il totalitarismo nazista, a partire della lezione dell’espressionismo, «gli unici percorsi della letteratura sono i vicoli ciechi». Coerente con tale assunto è tutta l’impervia e solitaria traiettoria di questo pestifero Puck delle lettere. Schmidt, il «taglialemma » di Bargfeld, punta dritto contro il Leviatano- Duden, e sabota, incendia il connubio fra parola e potere, scendendo «dentro la rovina del moderno». Dopo l’uscita di Dalla vita di un fauno e di Brand’s Haide, ora, sempre grazie alla traduzione dell’“arnonauta” Domenico Pinto, si completa con Specchi neri la pubblicazione presso Lavieri della trilogia schmidttiana Nobodaddy’s Kinder. Continue reading »

Mar 272012
 

Gherardo Bortolotti

La pubblicazione di Specchi neri conclude l’impresa di Domenico Pinto di tradurre e curare per Lavieri la versione italiana della trilogia di Arno Schmidt intitolata, sulla scorta di William Blake, Nobodaddy’s Kinder. Nello specifico, Specchi neri racconta un breve periodo della vita di uno degli ultimi sopravvissuti alla guerra nucleare e batteriologica che, nel futuro prossimo immaginato da Schmidt, ha pressoché eliminato la razza umana dalla Terra. Questo personaggio acuto e misantropo percorre, in bicicletta, le pianure della Bassa Sassonia; si stabilisce in una foresta e si imbatte, rischiando di esserne ucciso, in una donna vagabonda e solitaria come lui che, dopo un breve idillio, riparte per il suo viaggio tra ciò che resta dell’Europa.

La trilogia in cui si inserisce è una trilogia a posteriori. I romanzi che la compongono appaiono prima come opere autonome (Brand’s Haide e Specchi neri nel 1951, Dalla vita di un fauno nel 1953) e, tuttavia, completando un disegno che lo stesso Schmidt “scopre” in corso d’opera, tutti e tre vengono ripubblicati nel 1963, sotto il titolo blakiano e con un nuovo ordine: il Fauno appare come primo pannello e, a seguire, Brand’s Haide e Specchi neri. Le ragioni di questa decisione schmidtiana sono evidenti a chi legge i tre brevi romanzi e sono le tante contiguità, le analogie, le ricorrenze e i parallelismi che i tre testi mostrano, sia da un punto di vista tematico e di svolgimento che da quello formale. Continue reading »