Jul 172012
 

Niccolò Scaffai

Dopo la laurea a Firenze e il PhD a Yale, Alessandro Polcri (Arezzo, 1967) è diventato Assistant Professor alla Fordham University di New York. Accanto agli studi sull’Umanesimo e il Rinascimento, coltiva da anni un interesse vivo per la poesia contemporanea: una doppia vena riconoscibile nel suo libro di poesia, Bruciare l’acqua. La tematica del corpo senziente, diffusa tra i poeti nell’ultimo ventennio, qui viene infatti elaborata e contrario attraverso un’idea dualistica della fisicità umana, a cui forse non è estranea la suggestione ficiniana: l’uomo come copula, nesso tra animalità e spiritualità. Il contrasto tra possibilità dei sensi e del pensiero e aspirazione verso l’assoluto impone tuttavia alle facoltà dell’io un undestatement decisamente postromantico (nessun excessus permetterebbe di attingere all’infinito, neppure disforicamente: «Se mi aprissi come un fico / e spellassi le mie ossa / non potrei abbracciare niente / di più grande di un’aiuola / circondata dal muro della mente / che sa a stento separare», Puteal, VIII: «Con la mano posso appena») e postsimbolista: se anche si trovasse un’«immagine definitiva», «sarebbe solo l’impronta / estremo signaculum / di quale rivelazione?» (Puteal, V: «Tremano le mie mani»). Continue reading »